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December 01 Gabriele SandriGABRIELE SANDRI: una morte assurda
Quella di domenica 11 novembre 2007 è stata una pessima giornata per il nostro calcio, per l'ordine pubblico e per il nostro Paese.
Quella mattina, intorno alle nove, è rimasto ucciso, in modo drammatico e secondo una dinamica che speriamo sia accertata il prima possibile, il tifoso laziale Gabriele Sandri.
Il rammarico e lo sdegno per questa vita stroncata sono ancora forti, anche perché quello che sembrava essere stato "un tragico errore", stando alle prime ricostruzioni trasmesse sui media, non solo ha provocato la morte di un giovane, ma ha anche determinato le scene di guerriglia scatenate da persone che si sono sentite "legittimate" a compiere atti di violenza o a provocare incidenti e tafferugli che certamente il tifoso ucciso (descritto concordemente da tutti i suoi amici e conoscenti come una persona assolutamente tranquilla e non violenta) non avrebbe voluto e a cui non avrebbe partecipato.
Il calcio (e tutto ciò che vi ruota intorno) in un Paese forse troppo malato come il nostro, dovrebbe essere qualcosa di ben diverso! Sarebbe probabilmente una folle utopia sperare che esso possa riunire gli Italiani attorno ad una sana passione comune, anche se da tifoserie opposte, ma certamente non dovrebbe produrre ciò che oggi ha prodotto. E' assurdo danneggiare strade, auto e negozi, ma è ancora più assurdo morire di calcio a 28 anni!!
Tutti dovremmo meditare su quanto è successo quel giorno e più di qualcuno dovrebbe darsi una regolata!!
Le forche caudine Il partito degli ultràsIL PARTITO DEGLI ULTRAS
Chi sono oggi gli ultras in Italia? Intanto, sostengono molti studiosi del fenomeno sociologico, sono figli di una antipolitica dilagante, di una antipolitica derivante certamente dalla scomparsa di due grandi partiti fondati su diversi grandi principi, religiosi, sociali ed economici, quali la Democrazia Cristiana ed il Partito Comunista. I partiti contemporanei sono eredi del bagaglio elettorale (e non sempre anche culturale) dei vecchi partiti, ma privi di principi fondamentali su cui poggiare la propria fede, la propria militanza. Si opera una scelta nella cabina elettorale facendosi condizionare più dal colore caratterizzante il simbolo di quello e di quell’altro partito, o magari da qualche promessa, che non dai valori o dalle basi a cui si ispirano tali movimenti, perché spesso dei veri principi a cui fare riferimento non esistono. Esistono solo delle etichette, due indicatori di direzione, uno va verso sinistra l’altro verso destra. E quindi l’assenza di riferimenti genera il distacco dei giovani dai partiti politici, in cui peraltro mancano organicamente dei movimenti giovanili, così come c’erano nel PCI, con la Federazione dei giovani comunisti, e nella DC, come anche nel PSI col Movimento giovanile socialista. Oggi non vi è più aggregazione giovanile nei partiti, o comunque non nella misura in cui era prima. Vi è distacco, indifferenza, qualunquismo e, quindi, antipolitica.
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